Tre giorni, quattro luoghi, molte strade dai nomi di partigiani, decine di ospiti e parecchi fili da annodare. Perché decolonizzare l’immaginario non significa sostituire una memoria con un’altra, ma complicare il racconto, far riemergere ciò che è stato rimosso, mettere in discussione ciò che sembra naturale e provare a costruire insieme altri modi di leggere…