Una notte di guerriglia

Mentre a Reggio Emilia, Milano e Palermo sono ancora in corso le iniziative per Yekatit 12, il 19 febbraio nel nostro calendario gregoriano, giorno proposto da Wu Ming per commemorare le vittime del colonialismo italiano, Resistenze in Cirenaica comincia a tirare le somme di quanto avvenuto finora.

La scelta della data, come più volte sostenuto dalle tante voci che hanno promosso le iniziative di questi giorni, non è casuale. Il 19 febbraio del 1937, 84 anni fa, militari e civili italiani diedero il via a una strage di civili come rappresaglia all’attentato fallito al viceré Rodolfo Graziani che valicò i confini della capitale etiope e si prolungò nel tempo fino a sfociare nel massacro di Debra Libanos. Tra i tanti episodi dei crimini del colonialismo italiano questo, in particolare, si distinse per la sua cieca ferocia. In Etiopia, Yekatit 12 è anche il nome dell’obelisco eretto nel 1955 in memoria delle vittime della strage di Addis Abeba, conosciuto anche come monumento ai Martiri o Sidist Kilo (il quartiere in cui sorge al centro della omonima piazza).

Ma passiamo ai fatti avvenuti in queste ultime ventiquattro ore.

La notte del 18 febbraio è scattata l’Operazione culo in strada

A Bologna RIC, con il supporto di Solipsia, ha attaccato sei cartelli in altrettanti punti strategici della contrada ribelle della Cirenaica che raccontano brevemente l’origine del rione e la sua doppia anima antifascista e anticolonialista che grazie alla seduta consigliare del 1949 decolonizzò gli odonimi di tutte le strade tranne che quello della sua direttrice, via Libia. La stessa sera, come ormai avviene a scadenze più o meno regolari, il nome di questa via è stato ri-contestualizzato con l’aggiunta della didascalia Luogo di crimini del colonialismo italiano.

Nel corso della stessa nottata, A&M, con il favore delle tenebre, sotto l’egida di Viva Zerai! hanno creato un percorso per andare alla riscoperta delle storie dei partigiani celebrati dagli odonimi delle strade della Cirenaica bolognese, sulla scia dei vari trekking urbani che abbiamo realizzato negli ultimi sei anni.

VIVA ZERAI! Yekatit 12 – 19 febbraio 2021 
84° anniversario del massacro di Addis Abeba, uno dei peggiori crimini mai compiuti dal Regno d’Italia nelle sue colonie. 


In questa giornata di iniziative per ricordare i crimini del colonialismo italiano, celebriamo coloro che hanno combattuto e sono morti per la libertà, considerando la Resistenza italiana al nazifascismo una lotta che si inserisce all’interno di una guerra anticoloniale europea.
Per fare ciò associamo una descrizione della vita e delle azioni che hanno contraddistinto i partigiani celebrati nelle vie del rione Cirenaica, per ricordare che oltre ad essere nomi di vie che spesso percorriamo, essi sono stati uomini capaci di grandi imprese e per questo degni di memoria. 
Il persorso si snoda in sette punti, non collegati tra loro e senza un preciso ordine di percorrenza; il materiale utilizzato per le vite dei partigiani è un riassunto ricavato dal sito http://www.storiaememoriadibologna.it. 
L’obiettivo è quello di creare dei piccoli momenti di memoria e riflessione nella quotidianità delle persone che, incontrando accidentalmente uno dei nostri cartelli, possono liberamente decidere se continuare il percorso o limitarsi alla lettura di uno di questi. 
Tutto ciò riprende, in parte, i trekking urbani realizzati da Resistenza in Cirenaica nel rione; in particolare, in questo caso, ricordiamo il primo Quaderno di Cirene il quale racconta un’attività del 21 novembre 2015. Consigliamo la lettura del testo per una più approfondita conoscenza dei fatti. 
Dedichiamo l’azione realizzata nella notte a questo colletivo, che da anni si impegna in un arduo lavoro culturale di de- e ricontestualizzazione. 
Al pari di Zerai Deres – ragazzo di ventitrè anni nato nel villaggio dello Hamasien, divenuto celebre per aver espresso il proprio dissenso al colonialismo italiano alla vista della statua del Leone di Giuda, trafugata dai fascisti entrati ad Addis Abeba, posta sotto al monumento ai Caduti di Dogali a Roma – ricordiamo questi eroi morti per un ideale di libertà e giustizia universale! 
A&M, con il favore delle tenebre. 

Nel frattempo altri ignoti si sono avvalsi del Guerrilla Kit  e hanno agito in quel di Cesena, ri-contestualizzando via Gondar e via Tripoli.

Stessa scena al lido Sassabanek sul Lago d’Iseo. Haunting Franciacorta rivendica il gesto e condivide questo breve racconto:

Oggi il tampone l’ho fatto a Iseo nel grande parcheggio del lido che tutti chiamano “Sassa”. Si tratta di un tratto di litorale che per sua natura sarebbe paludoso come la dirimpettaia “riserva delle torbiere” ma che, nel periodo delle manie colonizzatrici dentro e fuori i confini regi, è stato “bonificato”. Ora ci sono due piscine, una privata e l’altra pubblica (ma gestita da privati): il “sassabanek” appunto. È stata una delle prime piscine in zona e per questo, in passato, era molto frequentata.  Oggi è una delle zone di Iseo minacciate da “nuove” manie neocoloniali che vorrebbero “valorizzarla” attraverso la creazione di un parco termale. Non esistono testimonianze o fonti che parlino di acque calde o salubri sul lago d’Iseo. Men che meno in zona “Sassa”. Ma le trivelle del mercato non sono appassionate di storia e scavando fino a profondità  impressionanti trovano dell’acqua bollente che potrebbe fare al caso loro. Ora gli egemoni, gli imprenditori dal verbo raro ma dominante, si stanno facendo largo fra amministratori e bilanci al fine di posare la prima pietra. Chissà se sanno perché quel luogo, sul quale scommettono di poter speculare, si chiama proprio con quello strano nome: Sassabanek? Chissà se sapere che è il nome di una cittadina abissina asfissiata con l’iprite dai nostri antenati coloniali li esalterebbe nella loro battaglia contro un lago indegno perché avaro di plusvalore?

Nelle stesse ore, sul sito nostro sito web e sul nostro profilo social abbiamo pubblicato l’audio del racconto Un serpente in Giugno, melologo del Bhutan Clan dall’ultima colonia d’Italia.

Yekatit 12 è stato il battesimo in strada della nascente Federazione delle Resistenze, che accoglierà tutte le realtà impegnate a portare avanti iniziative che coltivino una dialettica multidisciplinare con il nostro passato colonialista e fascista che vorranno farne parte. La notizia è stata ben accolta e stanno arrivando già nuove adesioni. A questo proposito, approfittiamo per ringraziare Pamela di Radio Onda d’Urto per l’intervista.

Last but not least, ieri pomeriggio abbiamo partecipato alla tavola rotonda on line Yekatit 12. Il Massacro di Addis Abeba: tra rimozione e colonialità del presente organizzata da Deco[K]now e dal Centro Studi Postcoloniali e di genere dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Al netto di quanto già riportato nell’articolo Colonialismi e coglionalismi potete riascoltare gli interventi qui e, il seguito, qui.

Stay tuned! Presto arriveranno i racconti e le immagini delle iniziative degli Arbegnouc Urbani, RAM, RAS, Carpi Antifascista e tutti membri della Federazione.

Carpi Antifascista ricorda infine che, ancora per oggi, è visibile in streaming il film If Only I Were That Warrior, pluripremiato documentario diretto da Valerio Ciriaci.  https://vimeo.com/115709911, password ‘yekatit2021’.

Aggiornamento: anche da Forlì ci sono arrivate delle immagini relative a vie fratelli Zanetti e via Giuseppe Renzi.

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